Coding: tecnologia per i bambini
Coding: tecnologia per i bambini, nel vocabolario inglese il termine coding indica letteralmente la fase pratica della programmazione informatica.
Per sdoganare le aspettative comuni sulla difficoltà di questo procedimento estremamente teorico, da qualche anno a questa parte, il coding è entrato a far parte della nostra quotidianità partendo proprio dai più piccoli.

In questo articolo vedremo come il coding mette la tecnologia in contatto con i bambini in maniera creativa.
Infatti, il progetto coding, prende corpo già nella scuola dell’infanzia, per poi svilupparsi negli anni successivi. Lo scopo dell’inserimento di questa disciplina è quello di avvicinare i bambini al linguaggio della programmazione digitale in modo semplice ed intuitivo.
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Fare Coding: costruire divertendosi
Attraverso l’utilizzo di giochi “costruzione” i bambini possono divertirsi a creare un videogioco dall’inizio alla fine. Il termine “costruzione” non è scelto a caso: perché il coding si sviluppa come se fosse una struttura spalmata su diversi piani e, partendo dalla base, si procede fino alla costruzione dell’intero palazzo (digitale).

Come i più piccoli possono interagire con il coding e i computer
E’ bene sfruttare le potenzialità del coding su bambini così piccoli, poiché la loro curiosità permette di apprendere prima i codici digitali, e attraverso questa stimolazione diretta, imparano senza alcuna difficoltà un nuovo linguaggio. L’obiettivo ultimo è creare un dialogo diretto tra il bambino e il computer.
Seguendo questo schema gerarchico, anche il modo di pensare del bambino subirà un’alterazione positiva. Imparerà ad usare la logica e ad applicarla anche nelle diverse situazioni della vita.
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Imparare a scomporre “grandi problemi” giocando con il coding
Sperimentando il coding il bambino riuscirà a scomporre un grande problema e a risolverlo a piccole dosi, passo dopo passo.
Questo genere di pensiero “stratificato” viene definito di tipo computazionale, considerato dagli studiosi una vera e propria abilità.
La scienziata americana Jeannette Wing spiega il pensiero computazionale come il “pensare come un informatico, in modo algoritmico e a livelli multipli di astrazione“.
Sostanzialmente chi applica questo prototipo di pensiero nella vita tende a risolvere i problemi pianificando e seguendo una strategia ponderata.
Ma attenzione, pur utilizzando la logica, il pensiero computazionale non penalizza la parte creativa del cervello, piuttosto crea un ponte tra queste due estremità cercando un punto d’incontro bilanciato.
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età minima per il coding, quale?
L’età minima per utilizzare uno smartphone o qualsiasi altro mezzo tecnologico è calata drasticamente negli ultimi anni. Questa riflessione non va ad affiancarsi ai così detti nativi digitali o agli ultimi figli del Novecento, poiché quelli sono già considerati casi di studio passati.
Si, perché non si sta parlando di dipendenza dai social network o dalla tecnologia in generale, situazioni comportamentali che molto spesso vengono recriminate ai giovanissimi del nostro Paese.
Il coding è una formazione nell’ambito della programmazione digitale che si avvia già nella prima fase di vita di un bambino. Ebbene, il coding ha come obiettivo quello di far imparare giocando. Nel particolare, il termine, raggruppa un insieme di attività ludiche volte alla conoscenza della programmazione di base fin dagli anni della scuola primaria.
Alla strategia che viene sviluppata con i coding si affianca un’educazione al pensiero creativo che viene soprannominato pensiero computazionale.
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Il pensiero computazionale come abilità cognitiva e di crescita per i più piccoli

Questa tipologia di pensiero riesce ad accomunare la logica e la creatività, di natura considerate l’una l’opposta dell’altra, in un unico punto. Riuscire a sviluppare questa abilità permette al bambino di risolvere i vari problemi della vita sviluppando delle strategie ricche di dettagli come se fosse un informatico.
Un po’ come accade per gli algoritmi, anche i problemi, seguendo questa linea di pensiero, possono essere scomposti e affrontati gradualmente.
Un’alternativa dinamica potrebbe essere Scratch Junior, un’applicazione scaricabile su Tablet e iPad, che permette di realizzare visivamente semplici personaggi o, in modo più articolato, intere storie.
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Coding: tecnologia per i bambini
Per i bambini dagli 8 anni in su è consigliata la versione originale di Scratch, dotata di un’interfaccia più adulta. Su questa piattaforma è possibile condividere i propri lavori con gli altri membri della comunity. Scratch non utilizza codici digitali ma blocchi di contenuto che, posizionati in un determinato ordine, stabiliscono una continuità al racconto digitale.
La piattaforma gratuita Code.org avvicina insegnanti e bambini alla scoperta del coding. Anche in questo sito il materiale viene suddiviso in diversi blocchi: studenti, insegnanti, l’ora del codice e balliamo col codice. Offrendo una formazione teorica e degli esercizi pratici adatti ad ogni utente del sito.
Il coding quindi non è una materia da sottovalutare. Se questo articolo vi ha suscitato interesse mettete un “mi piace” alla nostra pagina Facebook per restare in contatto con le nostre iniziative.
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